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Contrastare la dispersione scolastica: una sfida ardua ma indispensabile

 

Camminare al fianco delle famiglie, significa anche sostenere i genitori nel complesso legame con l’altra importante agenzia educativa: la scuola.

Se, infatti, la famiglia può essere considerata la prima fonte di conoscenza e il primo scrigno educativo, la scuola, indispensabile alleata, rappresenta il primo, essenziale, punto di incontro tra ogni persona e il proprio essere parte del mondo.

Attraverso la scuola ognuno di noi impara a trasformare semplici segni grafici in lettere che, pian piano, si combinano fino a costruire significati; grazie alla scuola impariamo a dare un senso ai numeri e alle quantità, a distinguere forme e colori, a trasformare capacità emergenti in veri e propri talenti. Privilegiata palestra di socialità, la scuola consente di strutturare l’incontro con il resto del mondo, insegnando ad apprezzarne le varietà e a gestire al meglio le invitabili occasioni di scontro con ciò che percepiamo diverso da noi e lontano dal nostro modo di essere.

La scuola, come diceva Malcom X, è “il nostro passaporto per il futuro, poiché il domani appartiene a coloro che oggi si preparano ad affrontarlo” : costruisce competenze, apre orizzonti, pone le basi per il passaggio dall’osservare all’agire, dallo studiare all’operare, dal sapere al fare.

Troppo spesso, però, accade che si rinunci a questa preziosa opportunità, abbandonando gli studi precocemente per i motivi più vari tra cui, su tutti,  le problematiche familiari, la scarsa motivazione, le  difficoltà nell’apprendimento o, semplicemente, la mancanza di un adeguato metodo di studio.  Il risultato non cambia: si perde l’occasione di vivere in modo proficuo l’oggi e di costruire in modo solido e duraturo il domani.

Ciò che viene indicato nel binomio dispersione scolastica, racchiude tuttavia una problematica molto vasta e complessa che va dalla frequenza saltuaria fino al totale abbandono. In mezzo c’è quel fenomeno che in genere viene definito dispersione in presenza, che riguarda una grande fetta della popolazione scolastica: studenti e studentesse che, pur frequentando regolarmente la scuola, non la vivono in modo attivo e costruttivo subendo passivamente ogni proposta curriculare e rinunciando alla possibilità di essere protagonisti e protagoniste del proprio percorso di formazione.

Il Centro, dunque, mette in campo tutte  le proprie forze per provare ad arginare questo fenomeno, mettendo a disposizione delle famiglie la formazione psicopedagogica e l’esperienza sul campo delle proprie professioniste.

La sfida è ardua ma indispensabile perchè, come diceva Victor Hugo, “Colui che apre le porte di una scuola, chiude una prigione”.

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